Vivi come se tu dovessi morire subito, pensa come se tu non dovessi morire mai.

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Cantina di Solopaca – Prendici così

prendicicosì

Prendici così!
Siamo #SporcheMaBuone!

Si chiama “Prendici così” la campagna promossa dalla nostra azienda per permettere a tutti i cittadini sanniti, e non solo a loro, di sostenere la cooperativa messa a dura prova dall’alluvione dello scorso 15 Ottobre 2015.
Sono in vendita, presso il punto vendita di Via Bebiana,44 a Solopaca (BN) le oltre sessantamila bottiglie di vino scampate all’alluvione e ricoperte dal fango. Le bottiglie, di diversa tipologia e grandezza, sono in vendita nelle stesse condizioni in cui sono state recuperate.

#SporcheMaBuone, insomma.

Tutte le persone interessate ad acquistare online le bottiglie della campagna ‪#‎SporcheMaBuone‬ hanno la possibilità di inviare una email di richiesta di prenotazione all’indirizzo email info@cantinasolopaca.it.

Nella richiesta va indicato il numero di bottiglie desiderate, il nome e il cognome e codice fiscale dell’ordinante e l’indirizzo per la spedizione, oltre che un numero di riferimento telefonico.

Ndr: Il quantitativo minimo per gli ordini online è di una confezione da sei bottiglie al costo di €15,00 + € 10,37 di spese di spedizione.

Io non ho nient’altro da aggiungere, se non che questa strumentalizzazione politica e sociale che si sta facendo è vergognosa, sia nell’uno che nell’altro senso.

#AccaddeOggi – Relase di Windows 95

win9524 agosto 1995. Il padre dei moderni sistemi operativi, Windows NT 3.1, è uscito sul mercato il 27 luglio 1993, ma ha avuto un successo di mercato davvero modesto a causa dell’alto consumo di memoria ram che all’epoca era in media di 4 MByte sui computer di fascia medio-bassa. Microsoft così decide di rilasciare quello che si rivelerà il più rivoluzionario sistema operativo della storia dell’informatica. Windows 95 poteva funzionare con un processore Intel 80386 con soli 4 MByte di memoria RAM ed è stato il primo sistema operativo “di massa” ad eseguire il codice a 32 bit.

Windows 95, a differenza dei suoi predecessori non necessitava del prompt DOS per poter lavorare, infatti è stato il primo sistema operativo a vasta diffusione ad introdurre il menù Start (recentemente reintrodotto a furor di popolo con Windows 10), e la shell grafica Explorer (meglio nota come Gestione risorse). La versione 95 di Windows introduce al grande pubblico anche la barra delle applicazioni. Novità dalla portata storica e rivoluzionaria che ancora oggi rappresentano il punto di partenza per qualsiasi sistema operativo o, più in generale, per qualsiasi software. Windows 95 introduceva un ambiente grafico in cui lavorare che sarebbe resistito con ben poche modifiche fino al Windows 7, rilasciato ben 16 anni dopo e con il supporto esteso fino al 2020.

Buon compleanno Kobe!

KobePotete chiamarlo “The Black Mamba”, come uno dei serpenti più velenosi al mondo, potete chiamarlo “Vino”, perché come la famosa bevanda invecchiando pare migliori, al secolo è passato semplicemente come Kobe Bryant. Nacque questo stesso giorno di 37 anni fa a Philadelphia, negli Stati Uniti, tuttavia crebbe in Italia tra l’84 ed il ’91 seguendo papà Joe da Rieti a Reggio Calabria , per proseguire a Pistoia e a Reggio Emilia.

Le storie su Kobe sono innumerevoli, da quando da bambino l’allenatore era costretto a tenerlo in panchina altrimenti uccideva le partite nonostante fossero tutti più grandi di lui, a quando nel cuore della notte svegliò Belinelli per farsi trovare una palestra, e poi coinvolse la guardia di San Giovanni in Persiceto nel mini-training club più folle e straordinario della sua vita.

Sono i suoi numeri a parlare per lui: 5 titoli NBA, 2 ori olimpici, 1 oro ai FIBA Americas Championship. Poi i titoli personali: una volta MVP della stagione regolare, 2 volte MVP delle finali, 2 volte miglior marcatore della regular season, 11 volte All-NBA First Team, 2 volte All-NBA Second Team, 2 volte All-NBA Third Team, 9 volte NBA All-Defensive First Team, 3 volte NBA All-Defensive Second Team, 4 volte MVP dell’All-Star Game, 17 volte NBA All-Star e vincitore, nel 1997, dello NBA Slam Dunk Contest.

Ma non sono solo i numeri. Perché di campioni ce ne sono stati e ce ne saranno tanti, alcuni più “efficienti” dal punto di vista delle pure statistiche di Bryant, altri più vincenti. Quello che distingue Kobe da ogni altro giocatore di basket al mondo è la testa. Bryant è nato per vincere e pensa solo ed esclusivamente a vincere, non esistono le mezze misure. Oltre a voler vincere lo vuole fare da star, perché andare ad elemosinare anelli ad altre stelle non è la stessa cosa che vincerli da protagonista.

I vari Jordan e LeBron, così come i Magic ed i Kareem, hanno dominato (e nel caso di LeBron dominano) perché oltre ad una tecnica incredibile ed un carisma fuori dal comune avevano un fisico preponderante. Bryant non è stato dotato da madre natura della capacità di saltare da fuori area per raggiungere il canestro, come fu per Air, oppure dello strapotere LeBroniano che gli permette di ridicolizzare chiunque. Però Kobe ha lavorato sempre come un pazzo, talmente tanto che ad oggi è considerato come il giocatore con più movimenti offensivi e difensivi, o se preferite con più tecnica, di chiunque altro. Capace di spiegare il loro ruolo ai centri così come ai playmaker, nella sua carriera ha sempre profuso il massimo impegno, pretendendo uno sforzo oltremisura anche dai suoi compagni. Dove non arriva con la forza, ci arriva con la tecnica. Senza contare i suoi innumerevoli record ed i suoi tiri “game-winner” (se ne contano una cinquantina circa), tutti segnati con l’unica squadra della sua ventennale e straordinaria carriera: i Los Angeles Lakers.

Buon compleanno Mamba!
Noi ci godiamo qualche tua giocata, ancora per un po’ anche dal vivo…

#AccaddeOggi – Il muro di Berlino “perde pezzi”

frontiera ungheria austria

Il ministro degli esteri austriaco Alois Mock e la sua controparte ungherese Gyula Horn attraversano insieme il confine, tagliando il filo spinato

Lo sappiamo tutti, il muro di Berlino è stato abbattuto il 9 novembre 1989, oggi considerato “giorno della libertà” un po’ in tutta Europa. Ma quel muro, in realtà, era stato “abbattuto” già qualche mese prima.

Che la situazione nei Paesi del socialismo reale fosse in continua evoluzione era ormai chiaro a tutti da tempo, che forse qualcosa sarebbe cambiato molti lo sospettavano, ma quasi nessuno nemmeno poteva immaginare un collasso così veloce.

Il 23 agosto 1989, l’Ungheria rimosse le sue restrizioni al confine con l’Austria. A partire dall’11 settembre 1989 più di 13.000 tedeschi dell’Est scapparono verso l’Ungheria con la speranza di raggiungere l’Austria e poi successivamente la Germania dell’Ovest. Tuttavia le autorità ungheresi si affrettarono ad annunciare che non sarebbe stato consentito ai cittadini non ungheresi di attraversare la frontiera, la Cortina di ferro per i tedeschi orientali sembrava invalicabile. I profughi, allora, inondarono le ambasciate tedesco-occidentali a Budapest ed a Praga. Chiedevano la libertà, nello specifico la libertà di muoversi liberamente.

Le negoziazioni andarono avanti per giorni. Alla fine, il ministro degli esteri della Germania Ovest Hans-Dietrich Genscher si propose di mediare e si arrivò ad un compromesso. Sarebbe stato permesso ai treni con a bordo i cittadini tedesco orientali di raggiungere la Germania di Bonn, a patto che gli stessi treni tornassero indietro ed attraversassero la frontiera tedesco-orientale. Si assistette in quei giorni a treni carichi di tedeschi orientali attraversare le stazioni senza fermarsi fino alla frontiera. Fu un duro colpo per l’immagine della Repubblica Democratica Tedesca.

I cittadini della Germania dell’Est al passaggio dei primi treni iniziarono a protestare per avere anche loro la possibilità di attraversare il confine e quell’autunno dell’89 si rivelò particolarmente caldo per i vertici della Germania comunista. Il leader della DDR Erich Honecker aveva predetto nel gennaio ’89 che il muro avrebbe resistito almeno un altro secolo, egli si dimise il 18 ottobre e venne sostituito pochi giorni dopo da Egon Krenz.

Il nuovo governo decise di concedere ai cittadini dell’Est permessi per viaggiare nella Germania dell’Ovest. Günter Schabowski, il ministro della Propaganda della DDR, ebbe il compito di dare la notizia. Tuttavia Schabowski non aveva partecipato alla riunione dell’esecutivo e non era a conoscenza dei termini della nuova decisione. Così, quando il 9 novembre 1989, durante la conferenza stampa convocata per annunciare le nuove norme, alle 18,53 il corrispondente ANSA Riccardo Ehrman chiese da quando le nuove “regole di viaggio” sarebbero entrate in vigore, Schabowski azzardò:

« Per accontentare i nostri alleati, è stata presa la decisione di aprire i posti di blocco. (…) Se sono stato informato correttamente quest’ordine diventa efficace immediatamente. »

Il resto è storia nota, le immagine dei tedeschi che prendono d’assalto i checkpoint sono nella memoria visiva di ognuno di noi.

Lo stesso giorno, il 23 agosto, esattamente un anno dopo, Repubblica Democratica Tedesca e Repubblica Federale Tedesca annunciarono che esattamente il 3 ottobre dello stesso anno la riunificazione si sarebbe completata.

#AccaddeOggi – Nasce la Croce Rossa Internazionale

criSpesso ricordiamo le guerre, perché la storia dell’umanità è fondata sulla guerra, così come la pace si regge sul precario equilibrio della paura. Oggi, tuttavia, voglio parlarvi di chi cerca di rendere meno sanguinose quelle guerre.

Jean Henri Dunant, motivato dagli orrori di guerra da lui osservati durante la battaglia di Solferino, scrisse un’opera, Un ricordo di Solferino, destinata ai sovrani di tutta Europa. Quello fu l’impulso che portò alla stipula di diverse Convenzioni che proteggono le associazioni umanitarie che si trovano a prestare servizio in territorio di guerra. Dunant fondò la Croce Rossa proprio in conseguenza degli orrori visti durante la battaglia di Solferino.

La prima Convenzione fu adottata il 22 agosto 1864 a Ginevra, in Svizzera, dai rappresentanti di 12 governi: Svizzera, Baden, Belgio, Danimarca, Spagna, Portogallo, Francia, Assia, Italia, Paesi Bassi, Prussia e Wurtemberg. Questa data è considerata come quella in cui effettivamente è nata la Croce Rossa Internazionale.

#AccaddeOggi – Leonida ed i prodi 300 (1400)

Leonida (300)21 agosto 480 a.C. Giacciono a terra più di un migliaio di corpi di greci liberi, tra cui quello del re di Sparta, Leonida.

La battaglia delle Termopili fu combattuta dalle città-Stato greche unite in un’alleanza e guidate dal re Leonida I e dall’impero persiano governato da Serse I. Si svolse in tre giorni presso lo stretto passaggio delle Termopili contemporaneamente alla battaglia navale di Capo Artemisio. L’invasione persiana era una risposta allo smacco subito durante la fallita prima invasione della Grecia che si era conclusa con la grande vittoria ateniese nella battaglia di Maratona nel 490 a.C. Serse aveva raccolto un enorme esercito e una potente flotta per conquistare tutta la Grecia. Il generale ateniese Temistocle propose che i Greci si disponessero a bloccare l’avanzata dell’esercito persiano al passo delle Termopili, ostacolando nello stesso tempo la flotta persiana presso lo stretto di Capo Artemisio.

L’esercito greco contava 7 000 uomini e marciò verso nord per cercare di fermare l’avanzata dei Persiani. L’esercito di Serse arrivò al passo ma fu trattenuto per una settimana dai Greci seppure in grande inferiorità numerica. Tuttavia un abitante del luogo di nome Efialte rivelò ai persiani l’esistenza di una via secondaria che conduceva dietro le linee greche. Quando Leonida si accorse dell’accerchiamento fece allontanare il grosso dell’esercito greco e rimase a guardia del passaggio con i 300 Spartani della sua guardia del corpo, 700 Tespiesi e 400 Tebani.

La battaglia si concluse con lo sterminio di tutti i greci, meno uno. il 21 agosto. L’unico sopravvissuto fu Aristodemo. Durante la battaglia delle Termopili Aristodemo fu colpito da un’infezione oculare insieme al compagno Eurito e Leonida ordinò loro di allontanarsi dalla battaglia per farsi curare. Eurito, tuttavia, appena seppe dell’aggiramento effettuato dai Persiani, volle ritornare a combattere, benché cieco, e morì in battaglia. A causa della morte di Eurito, Aristodemo fu considerato un codardo e venne umiliato dai suoi connazionali. Aristodemo si riscatterà solo morendo in battaglia durante il decisivo scontro a Platea.

Dopo il combattimento alle Termopili la flotta greca ricevette la notizia della sconfitta. Dal momento che il piano dei Greci prevedeva che sia le Termopili che capo Artemisio venissero tenuti sotto controllo, Temistocle decise di ritirarsi a Salamina per non restare accerchiato. I Persiani entrarono ad Atene, che era stata precedentemente evacuata.

In seguito la flotta greca attaccò e sconfisse gli invasori nella battaglia di Salamina: dopo lo scontro il re Serse, temendo di restare intrappolato in Europa con la flotta fortemente indebolita, decise di ritornare in patria con parte dell’esercito e lasciò il generale Mardonio al comando dei restanti reparti per completare la conquista della Grecia. Il resto, è storia.

#AccaddeOggi – La battaglia di Platea

platea«”Ricorda chi eravamo”. L’ordine più semplice che un re possa dare. “Ricorda perché siamo morti”. Lui non desiderava tributi, o canzoni, o monumenti, o poemi di guerra e coraggio. Il suo desiderio era semplice: “ricorda chi eravamo”, così mi ha detto. Era la sua speranza, se un’anima libera dovesse arrivare in questo luogo, negli innumerevoli secoli di là da venire, possano tutte le nostre voci sussurrarti dalle pietre senza età, “va’ a dire agli spartani, viandante, che qui, secondo la legge di Sparta, noi giacciamo”. E così il mio re è morto. E i miei fratelli sono morti. Appena un anno fa. A lungo ho pensato alle parole del mio re, criptiche parole di vittoria. Il tempo gli ha dato ragione, perché da greco libero a greco libero si è tramandata la notizia che il prode Leonida e i suoi 300 soldati, così lontani da casa, hanno dato la vita, non solo per Sparta, ma per tutta la Grecia e per la speranza difesa da questa nazione. Ora, qui su questo aspro frammento di terra chiamato Platea, le orde di Serse affrontano la loro disfatta! Lì davanti i barbari si raccolgono, è nero il terrore che afferra saldo i loro cuori, con dita di ghiaccio; conoscono molto bene gli impietosi orrori che hanno sofferto per le lance e le spade dei 300 spartani, e ora fissano lo sguardo su questa pianura dove ci sono 10.000 Spartani alla testa di 30.000 liberi Greci! Le forze del nemico ci superano di sole 3 volte! Buon segno per tutti i Greci. Quest’oggi noi riscattiamo il mondo dal misticismo e dalla tirannia e lo accompagniamo in un futuro più radioso di quanto si possa immaginare. Dite grazie soldati, a Re Leonida e ai prodi 300! Alla vittoria!»

Così si chiude il film “300”, storia romanzata della battaglia delle Termopili, con l’unico sopravvissuto Delios che guida gli opliti greci nello scontro finale contro i persiani. La realtà si discosta di molto dalla narrazione cinematografica. In primo luogo Delios si chiamava Aristodemo, macchiato di codardia per essere stato l’unico sopravvissuto alle Termopili, combatté e morì a Platea cercando egli stesso la morte distaccandosi dalla falange, ma non guidò l’esercito. In secondo luogo vi è molto confusione sulle truppe combatterono a Platea, nel senso che il numero è variabile e non è detto che i Persiani fossero di tre volte superiori, probabilmente questa stima è spropositata.

La battaglia di Platea, pur combattuta da truppe provenienti da tutta la Grecia, fu vinta praticamente dal contingente spartano guidato da Pausania. Il generale persiano Mardonio morì e le sue truppe finirono trucidate oppure divennero schiavi. Solo una piccola parte di persiani sopravvisse e riuscì a tornare a casa.

In ogni caso Platea rappresenta un tassello fondamentale del mosaico. La battaglia di Platea ebbe grande importanza ed è passata alla storia come la battaglie conclusiva della seconda guerra persiana. I Greci impedirono alla Persia di conquistare l’Europa.La battaglia di Maratona mostrò che i Persiani non erano invincibili e la battaglia di Salamina salvò la Grecia dalla disfatta, ma fu solamente con Platea e Micale che si sventò definitivamente la minaccia persiana. Se i Greci avessero perso a Platea, l’Europa non sarebbe stata certamente quella che è oggi e forse l’antica Roma ed il cristianesimo non sarebbero mai esistiti.

#AccaddeOggi – Negli Stati Uniti viene adottato il Communist Control Act

partito comunista usaIl 19 agosto 1954 il Congresso degli Stati Uniti emanò il Communist Control Act, che impose al CPUSA, il Partito comunista degli Stati Uniti d’America, lo scioglimento. Gruppi liberali come l’Americans for Democratic Action di Eleanor Roosevelt furono costretti a dichiarare pubblicamente di essere anticomunisti, pena lo scioglimento immediato. Al culmine del maccartismo, nella seconda metà degli anni cinquanta, il partito comunista degli Stati Uniti poteva contare solo su 5.000 militanti, contro gli 80.000 del 1944, e di questi 1.500 erano informatori dell’FBI. I servizi segreti statunitensi favorivano l’infiltrazione e la delazione all’interno del partito comunista al fine di poterne controllare ogni movimento.

#AccaddeOggi – Completata la costruzione del primo aeroplano a motore

Il primo aeroplano di Karl Jatho

Il primo aeroplano di Karl Jatho

La storia ci dice che il primo volo su un aeroplano a motore è stato quello dei fratelli Wright il 17 dicembre 1903, quando il “Flyer” rimase in volo per 12 secondi percorrendo 36 metri. In realtà la storia spesso fa dei giri abbastanza contorti.

Il 18 agosto 1903 un ingegnere tedesco, tale Karl Jatho, ultimò la costruzione di un triplano con elica a spinta. Jatho volò per la prima volta quello stesso agosto, compiendo un “balzo” di 18 metri a circa 1 metro di altezza. A seguito di diverse modifiche il triplano fu trasformato in biplano e nel novembre del 1903 Jatho compì un volo di 60 metri a 3 o 4 metri d’altezza, un mese prima dei Fratelli Wright.